La magica, isolata, Piramide

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Valle d’Aosta verso il Cervino, di fronte alla
montagna “s’eleva l’immaginazione al più alto volo”.

di Andrea Fioretti

Val d'Aosta n. 30Ivrea, al di la del “carnevale storico” e della “battaglia delle arance”, non è meta usuale per i camperisti ma noi vi consigliamo una passeggiata all’interno dei viali di circonvallazione, nella parte vecchia della città, per non perdere il Duomo, il Castello del Conte Verde e la torre di S. Stefano. Una deviazione di pochi Km ci porta a Baldissero Canavese ed a Damanhur (Città della Luce), all’interno della Valchiusella, una eco-comunità nata nel 1975 che oggi raccoglie un migliaio di persone le quali hanno scelto di vivere secondo canoni ben precisi che regolano la convivenza sociale e l’esecuzione delle varie attività produttive. Non pensate però, come spesso accade in questi casi, ad una comunità chiusa verso l’esterno, tutt’altro, i damanhuriani sono ben contenti di accogliere i visitatori e particolarmente i camperisti ai quali è riservata una ben attrezzata area e mostrare le loro coloratissime realizzazioni architettoniche ed artistiche. Lo spazio tiranno ci costringe per invogliarvi ancora alla visita, a dirottarvi sul sito www.damanhur.it.
Torniamo verso Ivrea per imboccare la statale 26 verso nord. Breve la sosta a Pont-Saint-Martin per un’occhiata al ponte romano che, alto 25 m sul torrente Lys, ha dato il nome al paese. A Donnaz potrete ammirare l’antica strada per le Gallie, tagliata nella roccia. Bard ci consentirà di vedere la Fortezza fatta ricostruire da Carlo Alberto dopo la distruzione vendicativa di Napoleone ed il Borgo fortificato medievale.
Verres, ci presenta il suo Castello degli Challant, imponente, a pianta quadrangolare con tre finestre per lato. Issogne ci propone tutt’altro tipo di Castello, fatto edificare dagli Challant come dimora signorile in stile gotico-rinascimentale con ricche decorazioni interne e nel cortile in ferro battuto, legni intagliati ed affreschi. Se non siete afflitti dal demone del gioco, Saint Vincent sarà solo di passaggio per raggiungere Chatillon e da qui le rovine del trecentesco Castello di Ussel. Da Chatillon prendiamo la Statale della Valtournenche fino a Buisson ove una comoda funivia, unico modo per arrivarci, sale a Chamois dove, proprio la mancanza di circolazione veicolare ricrea atmosfere altrove dimenticate.
Valtournenche, su un ripiano a precipizio sul torrente Marmore, è località mito di alpinisti e studiosi della montagna che da qui, oltre due secoli fa, iniziavano le loro escursioni sul Cervino (la strada è arrivata qui solo nel 1891!!!). Da Losanche una cabinovia ci permette di salire ai 2200 m della Madonna della Salette per godere di uno splendido panorama sul Cervino.
Breuil-Cervinia, qui la piramide della grande montagna incombe sul paese e domina la corona di vette e ghiacciai che circondano la conca del Breuil. La “valorizzazione turistica” ha imposto un durissimo prezzo all’ambiente meraviglioso preesistente all’arrivo della carrozzabile (1934) ed alla successiva costruzione di alberghi e condomini. Anche le possibilità di sosta per i nostri mezzi sono pressoché inesistenti. Conviene, dopo aver effettuato con funivie e telecabine le imperdibili escursioni al Plan Mason, al Plateau Rosà oppure alla Cresta Fuggen per non rinunciare a panorami imperdibili, torniamo un po’ indietro per attestarci vicino al Lago Bleu che fa da specchio alla vetta del Cervino.

NOTIZIE PRATICHE

ITINERARIO:

Ivrea-Baldissero Canavese: strada provinciale per Castellamonte Km 22. Baldissero Canavese-Ivrea: indietro sulla provinciale fino alla SS 26; Km 19. Ivrea-Pont S. Martin: sempre sulla SS 26; Km 17. Pont S. Martin-Donnaz: si prosegue sulla SS 26; Km 4. Donnaz-Bard: sempre sulla SS 26; Km 5. Bard-Verrés: sempre sulla SS 26; Km 10. Verrés-Issogne: sempre sulla SS 26; Km 1. Issogne-S. Vincent: sempre sulla SS 26; Km 16. S. Vincent-Chatillon: sempre sulla SS 26; Km 3. Chatillon-Breuil-Cervinia: statale per la Valtournenche; Km 27. Km totali circa 124.

Anche il palato vuole la sua parte (ed anche questo è cultura).
La Valle d’Aosta non offre solo stupendi paesaggi ed una straordinaria ricchezza monumentale e artistica, con i suoi prodotti tipici della montagna è ricca di sorprese: quali formaggi, carni conservate, insaccati, frutta e vini pregiati.

Indirizzi ghiotti: Cooperativa Apicoltura Canavesana a Ivrea Via Corte d’Assise 21. La cooperativa costituita da circa trenta apicoltori locali, che producono e vendono solo miele tipico canavesano, praticamente in maniera autarchica, al gusto: melata, acacia, tiglio, millefiori, tarassaco, castagno. Lo spaccio è aperto giovedì, venerdì pomeriggio e sabato. Bonne Vallée a Donnaz Località Mamy 2. L’azienda della famiglia Chappoz ricava prodotti con ingredienti esclusivi dell’azienda agricola. La flantze, dolce integrale di pasta frolla (frutta secca e burro, con farine di segale e frumento); il farin’el (con farine integrali di frumento e segale, noci, uvetta, uova, burro e zucchero); i biscotti castagne, di mais, segale e ai cereali, (bren), tutti con farine integrali. E ancora variazioni come l’isola, la viola e la spinola.
Bringhen a Point S. martin Via Chanoux 59. Salumi tipici (salami, mocette, lardo), in questa bottega puoi trovare formaggi vaccini, ovini e caprini ottenuti con il latte dei soci della cooperativa di Fontainemore, comune francofono della valle di Gressoney che praticano ancora l’alpeggio.

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