Mongolia – Italia 2018 “Diario di Bordo” Terza parte del viaggio: il ritorno da Kjachta a Roma. Passando per Mosca San Pietroburgo, Velikij Novgorod, Tallinn, Riga, Vilnius, Varsavia, Wieliczka, Repubblica Ceca, Vienna

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Con il ritorno in Russia si concluderà il viaggio in Mongolia. Entriamo la notte del 30 giugno, dormiamo in frontiera lato Mongolia. Siamo rimasti in questo paese dal 1 luglio al 25 luglio rientrando in Russia il 26 luglio. Sono un viaggiatore camperista da oltre 30 anni e questo è stato sicuramente il viaggio di trasferimento più impegnativo della mia vita, durato ben 23 giorni.

Anche con i problemi dell’euro 6 dell’amico Tommaso, e le relative soste forzate nelle officine Mercedes, siamo riusciti a non trascurare la visita in tante belle città in particolare quelle siberiane. Il paesaggio è stupendo, a noi mediterranei la Siberia ci fa pensare al freddo, alle grandi distanze, ai Gulag, alle deportazioni di popolazioni. Diciamolo è un sinonimo di negatività, ma visitandola è una terra stupenda con la sua Taiga (dal russo тайга, tajgà) foresta boreale formata da conifere.

Le strade , anche quella che oggi chiamiamo “la nuova via della seta”, ti permettono di godere del paesaggio. Superate le zone coltivate e pianeggianti, salgono e scendono dolcemente permettendo al viaggiatore una vista su questo mare di verde. In certi momenti anche se sono molto trafficate dai camion, ci è capitato volutamente di rimanere isolati dalla distanza e avere l’orizzonte a destra e a sinistra, e dietro di noi tutto verde su questa striscia di asfalto grigio (bellissimo). La maggioranza delle strade sono ottime e permettono una media di 80/100 Km orari. Una grande comodità per i camperisti, considerando le grandi distanze di questo paese sono i Tir-Park. Sono distribuiti mediamente ogni 40 Km e permettono di fermarsi in completa sicurezza, buona parte sono recintati, alcuni video sorvegliati, molti provvisti di ristorante e/o tavola calda, piccoli supermercati, docce e wc e motel con possibilità di rifornirsi d’acqua. E poi i fiumi immensi, non solo il Volga che è il più conosciuto, con il ponte fatto costruire dal Presidente Putin a Ul’janovsk di ben 14 Km. Lungo i fiumi  non è difficile incontrare spiagge con gente che si fa il bagno. Questo viaggio si può intraprendere tranquillamente in tre o quattro camper, sia per avere compagnia, che di reciproca assistenza in caso di problemi. È necessario avere presente che in Russia non esiste ancora una rete di officine diffusa e che a volte per una piccola necessità, come cambiare un filtro sporco della nafta, può essere necessario un aiuto tra camperisti. O magari rimanere impantanati, com’è capitato. Uno dei problemi che ci si trova ad affrontare viaggiando con altri camperisti è legato agl’interessi generali e particolari di ognuno di noi. Sarebbe opportuno testare con alcuni viaggi minori la compatibilità fra persone, prevedere quando ci si fermerà per la pausa caffè, l’orario del pranzo, l’eventuale pennichella, la sosta serale e l’orario della cena ed evitare di arrivare in posti non conosciuti durante la notte.
Anche il ritorno non sarà breve durerà 38 giorni. Era già nel programma di passare per Mosca. Rimanendo da soli faremo una variazione per il rientro e ci dirigeremo verso San Pietroburgo, passando per la seconda capitale storica russa Velikij Novgorod. Attraverseremo la frontiera a Narva e rientreremo attraverso le capitali dei paesi baltici, la Polonia, la Rep. Ceca, l’Austria, Tarvisio.

di Luciano Tancredi

Come in Russia, in Mongolia quando si esce dal paese si deve restituire il documento del camper ricevuto all’entrata

26 Luglio – Andiamo
in frontiera alle 6,30 passiamo
il confine mongolo alle 9,05 ed entriamo a Kjachta in Russia alle 10,30. Ricarichiamo le Sim russe, facciamo una piccola spesa, Alina parla con un giovane che ci possa indicare un meccanico,
per il solito problema di Tommaso. Curiosamente noto, e fotografo un monumento a Kalinin, il primo presidente dell’URSS. In suo onore è stata rinominata la Prussia orientale Kalinigrad l’enclave russa tra Lituania e Polonia nel 1945.

Isotta Fraschini 8A sulla Piazza Rossa a Mosca

Di questo personaggio ho trovato una curiosa fotografia sul web, dove passa in rassegna le truppe sulla Piazza Rossa a Mosca su un’auto a bordo di una “Isotta Fraschini 8A”. Era una 160 CV che faceva 150 Km. Ci accompagna da un suo amico, dopo qualche chilometro di una strada sterrata che percorriamo a velocità sostenuta, non ci sentiamo più con il CB, Alina lo chiama perché è un po’ preoccupata, ci rincontriamo dopo dieci minuti. Dopo vari tentativi il giovane meccanico, organizzato con un computer per le diagnosi, non ha il modello Mercedes. In compenso ci riforniamo tutti e tre di acqua potabile, direttamente da casa sua.

Lungo la strada incontriamo una colonna di carri armati russi che ci camminano a fianco in senso contrario, ci fermiamo il tempo di mangiare e riprendiamo il viaggio. Ci siamo lasciati con Tommaso che, non vuole rischiare di arrivare al terzo livello dell’avaria che ci perseguita da quando siamo entrati alla Mercedes di Saratov alla prima avaria. Così lui va direttamente a Irkutsk alla Mercedes, dove arriverà a tarda notte. Con Renato siamo arrivati a Ulan Ude, (Repubblica di Buriazia, Russia) facciamo un po’ di spesa, compriamo di nuovo delle cozze surgelate del pacifico e dormiamo al Monastero Datsan “Rinpoche Bagsha” sulla collina di Lysaya Gora.

27 Luglio – Partiamo per Irkutsk, lungo la strada acquisteremo dei funghi porcini 10 kg per 500 rubli, ci fermeremo lì vicino per il pranzo. Renato sollecitato da Marina, ha parcheggiato distrattamente vicino a un terreno morbido e si è infossato. Ho strappato per ben due volte una corda sua, e per tirarlo fuori usando la mia, mi sono giocato la frizione. A Irkutsk arriveremo alle 21,20 incontrandoci con Tommaso sul lago vicino alla diga, dove passeremo la notte.

 

Lago Bajkal, Museo Acquario

28 Luglio – Andiamo verso il lago Bajkal, ci fermiamo a visitare il Museo Acquario.
È un lago della Siberia meridionale, tra dell’oblast’ di Irkutsk l’Oblast di Irkutsk a nord-ovest e la Repubblica di Buriazia
a sud-est. Con il 22% di acqua e 23.615,39 kmq
è il più grande lago d’acqua dolce al mondo. Contiene più acqua
dei grandi laghi del
Nord America messi insieme. Con una profondità massima di 1.642 metri il Bajkal è il lago più profondo del mondo. Tra i laghi più limpidi del mondo ed è considerato il lago più antico del mondo, ha 25-30 milioni di anni.

 

È il settimo lago più grande del mondo per superficie. Il Bajkal ospita migliaia di specie di piante e animali, molti dei quali non esistono in nessun’altra parte. Il lago è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1996. Ospita anche tribù di Buriati che risiedono sul lato orientale del  Lago Bajkal allevando capre, cammelli, bovini, pecore e cavalli, dove la temperatura media varia da un minimo invernale di -19 ° C a un massimo estivo di 14 ° C. La regione ad est del lago Bajkal è denominata Transbaikalia, e la regione vagamente definita intorno al lago è a volte conosciuta semplicemente come Baikalja.

A pranzo compriamo del pesce alla griglia, da una signora russa con scollatura generosa. Abbiamo fatto una bellissima gita in barca sul Bajkal, con 500 rubli per due persone. Approfittiamo di un mercatino per acquistare pesce secco e souvenir. Abbiamo dormito in un parcheggio sul Lago Bajkal a Listvyanka. Qui abbiamo cenato l’ultima volta con Renato e Marina, intrattenendoci con un altro gruppo di camperisti cinesi.

 

29 Luglio – Le strade del ritorno sono migliorate, i cantieri incontrati all’andata sono quasi tutti scomparsi. In Russia i cantieri stradali sono lunghi decine di Km, facilitati anche dal terreno molto spesso pianeggiante.
Alla sosta pranzo Renato con l’aiuto di Alina ha trovato i tergicristalli per il suo mezzo che si erano rovinati. Alle 19 siamo arrivati a Tulun dove abbiamo dormito.

30 Luglio – Qui a Tulun ci siamo separati da Renato e Marina, in realtà non ci siamo più incontrati. Io dovevo riparare il microfono del CB. Un russo che abitava vicino dove ci siamo fermati per la notte, lungo il fiume si è offerto di accompagnarci da un rivenditore di baracchini ma hanno provato per circa due ore senza riuscirci. La moglie gentilissima ci ha regalato delle verdure e dei frutti di bosco. Il mio camper ha problemi alla frizione, quando ho aiutato Renato a uscire dal pantano, si è danneggiata.
Lungo la strada abbiamo trovato tre o quattro lunghe file che mi hanno creato un po’ di preoccupazione.
Non mi entravano più le marce basse, grazie al Cruise Control sono riuscito a camminare in quinta marcia anche a 20 Km l’ora (miracoloso).
La sera siamo arrivati a Krasnojarsk, abbiamo dormito a 200 metri dalla Mercedes, lungo la strada perché era già chiusa.

31 Luglio – La mattina alla Mercedes di Krasnojarsk hanno sistemato il camper di Tommaso, in queste officine sono sempre gentilissimi. Le signore hanno approfittato per fare una seria doccia. Poi ci siamo trasferiti alla Fiat, dove dopo un controllo mi hanno riparato la frizione, hanno finito alle diciannove circa.

Anche qui massima disponibilità abbiamo potuto scaricare le cassette del WC ricaricare l’acqua e dormire in questa grandissima officina per camion FIAT e IVECO. Tutto sommato è andata bene per il lavoro che mi hanno fatto in Italia, avrei speso circa 430 € in più.

1 Agosto ‎- Passiamo
una bella mattinata a Krasnojarsk
(in russo Красноярск) visitiamo il Museo di etnografia regionale. Interessantissimo, in particolare tutto il settore dedicato alle popolazioni autoctone, (da me ribattezzato gli Indiani Siberiani).
Parcheggiamo nel cortile di un condominio, Alina parla con una signora che ci consente di rimanere lì circa quattro ore. Krasnojarsk è una città della Russia siberiana centrale, capoluogo del Kraj omonimo. Sorge sulle rive del fiume Enisej. È la terza più grande città siberiana, importante centro industriale e un nodo della Ferrovia Transiberiana. Krasnojarsk è un centro importante della scienza e nell’istruzione in Siberia con più di 30 scuole superiori, molte sono sezioni dell’Accademia russa delle scienze. Sono presenti varie etnie: le più numerose sono costituite da russi, ucraini, tartari, tedeschi e bielorussi. Negli ultimi anni è cresciuto il numero di tagichi, uzbechi e altri dall’Asia Centrale a causa della numerosa, spesso illegale, immigrazione.


Un’altra numerosa comunità d’immigranti è quella cinese
. La città fu fondata nel 1628 come fortezza alla confluenza del Kaca nello Enisej dai cosacchi. Fu chiamata inizialmente “Krasnyj Jar” (in russo: Красный Яр letteralmente riva rossa), nome che fu successivamente modificato in “Krasnojarsk” quando il villaggio ricevette lo status di città (1822). Un altro importante stimolo alla crescita della città venne dalla scoperta dell’oro e dalla costruzione della ferrovia Transiberiana nel 1895. Nell’Impero russo Krasnojarsk è stato sempre uno dei luoghi di confino per gli esiliati politici. Otto decabristi furono deportati lì dopo il fallimento della loro rivolta.

 

Dopo la Rivoluzione russa durante i piani quinquennali, grandi fabbriche furono costruite a Krasnojarsk. La fabbrica di macchine pesanti, i bacino idroelettrico, la cartiera, e la stazione idroelettrica (la quinta più grande nel mondo e la seconda in Russia) e il porto fluviale. Nel  1934 fu costituita la Krai di Krasnojarsk con capoluogo Krasnojarsk. Durante la Seconda guerra mondiale, numerose fabbriche furono spostate dalla Russia occidentale in Siberia. Nei dintorni della città sono state costruite nel dopoguerra varie fabbriche per la produzione di armi e plutonio. A causa della presenza di queste industrie, Krasnojarsk era una cosiddetta città “proibita”: né gli stranieri né gli stessi russi potevano accedervi senza speciali autorizzazioni. Dopo il crollo dell’URSS e l’inizio delle privatizzazioni, molte fabbriche – come la fonderia d’allumino di Krasnojarsk – vennero acquisite da autorità criminali ed oligarchiche.

Uscendo dalla città non mi funziona più l’aria condizionata, torniamo alla Fiat dopo un rapido controllo si accorgono che lavorando alla frizione si era staccato un filo dell’aria condizionata. Questo piccolo problema ci ha consentito di tornare lì vicino di nuovo alla Mercedes per risistemare il camper di Tommaso, dove dormiamo. Durante l’attesa proviamo a riparare il microfono del mio CB, senza successo, pur avendo ricevuto via WhatsApp lo schema dall’amico Antonio Lanza.

Ristorante del Tir Park a Kemerovo

2 Agosto – Sosta a Kemerovo dormiamo al Tir Park con 100 rubli e ceniamo al Ristorante.

3 Agosto – Arrivati a Tomsk alle ore 17,45 andiamo direttamente alla Mercedes per un controllo.

Poi ci trasferiamo vicino al fiume, dove c’è una festa con canti e balli. Facciamo una gita in barca sul fiume, passeggiando troviamo una pizzeria. Cerchiamo un posto per dormire (vicino al teatro drammatico regionale). Apparentemente tranquillo ma tutta la notte veniamo disturbati da ubriachi.

Tomsk (in russo: Томск) è una città della Russia di circa 500mila abitanti, situata sul fiume Tom’, nella parte sud-occidentale della Siberia, e capoluogo dell’Oblast’ di Tomsk.

Fondata nel 1604 un tempo fu la più grande città siberiana, capoluogo della Gubernija di Tomsk.
È un centro abitato ricco di storia e tradizioni, con notevoli testimonianze di architettura di epoca zarista e numerosi monumenti storici.

4 Agosto ‎A Tomsk la mattina, ci spostiamo per visitare il Museo del KGB (con le celle di transito, qui erano smistati i deportati prima di essere trasferiti nei vari Gulag siberiani).

Ci trasferiamo nella parte alta della città quella chiamata dei merletti architettonici, (è la parte più interessante della città) dove si sono conservati molti monumenti di legno strutturale, creati in prevalenza alla fine del xix sec.

 

Nel 1970 alla città fu attribuito lo status di città storica. In questo quartiere visitiamo la chiesa ortodossa e la chiesa cattolica. Entriamo nel vicino antico nucleo in legno, la roccaforte della prima fortificazione. Qui c’è un piccolo Museo di oggetti d’arredamento di una casa borghese del ‘900. Da qui si vede il panorama della città
verso il fiume Tomjo, di tutto il nuovo centro in muratura anche di stile sovietico.

 

Il 20 gennaio 1604 si presentarono alla corte dello zar Boris Fëdorovič Godunov, a Mosca, gli ambasciatori della tribù Eusta con l’offerta di sottomissione al potere di Mosca e la richiesta della costruzione sul fiume Tomjo di una fortezza per difenderli dai nomadi chirghisi e calmucchi. Il 25 marzo 1604 Godunov mandò il capo cosacco Gavrila Pisemskij da Surgut e il capo guardiano Vasilij Tirkov da Tobol’sk con l’obiettivo di prendere il controllo della tribù e costruire la fortezza e l’attraversamento del fiume. L’ostrog (in russo: острог, fortezza) di Tomsk fu costruita sulla riva destra del Tomjo. Il 7 ottobre 1604 tutti i lavori furono terminati e questa è considerata la data della fondazione della città di Tomsk. Diventò un centro strategico importante, in quell’epoca il principale commercio della Siberia era la pelliccia (di zibellinovolpeermellino).

La fortezza garantì la sicurezza della popolazione durante tutto il XVII sec. In particolare furono respinti con successo gli attacchi dei nomadi negli anni 1614, 1617, 1657, e 1618. Nel XVIII sec. i confini dello stato russo si allargarono verso sud ed est, i nomadi furono ricondotti all’ordine.
A partire dal XVIII sec. fino all’epoca sovietica Tomsk divenne luogo di deportazione. Vi furono deportati personaggi noti come l’anarchico Michail Bakunin.

5 Agosto – Percorriamo la Barabinskiy Bajkal autodoroga, noi abbiamo mangiato al Tir Park, dove all’andata avevamo incontrato una famiglia francese.
Tommaso non si è fermato per andare alla Mercedes di Omsk. Lì davanti quella sera ceneremo e dormiremo.

6 Agosto – Alle 11 hanno fatto il reset al camper di Tommaso, a me hanno lavato gratis il camper.

Le donne hanno approfittato per andare dal parrucchiere, abbiamo acquistato del pesce surgelato. Ho sistemato l’oscurante della finestra della porta scorrevole.

Sosta in un Tir Park 100 rubli, ho cercato un microfono per il CB non andava bene, ho acquistato due lampadine per il camper, che si sono fulminate.

7 Agosto – Beloiyarskiy cerchiamo un posto per la notte arriviamo in un complesso grandissimo è un sanatorio per bambini. Lungo la strada ci sono delle belle case di legno, Alina chiede a una signora che sta riverniciando gli infissi della sua casa, ci consentirebbe di sostare lì davanti, ma non c’è abbastanza spazio. Optiamo dopo un paio di chilometri nella parte nuova della città e sosteremo davanti al tribunale.

Qui ci sono dei giovani che fumano il narghilè. Lia ci prepara una cena squisita con il pesce acquistato il giorno prima davanti alla Mercedes. Incontriamo una bimba incuriosita dai camper che non aveva mai visto, e li visita con il suo giovane papà.

Ekaterinburg davanti al Teatro Kosmos

8 Agosto – Arriviamo a Ekaterinburg (in russo: Екатеринбург) la città dove fu sterminata la famiglia dello zar Nicola II.

Sostiamo davanti alla chiesa del sangue versato, che visitiamo con Alina che non vuole rinunciare, nonostante abbia quasi 39° di febbre.

Ekaterinburg dista da Mosca 1.667 km ed è considerata il confine tra la Russia europea e quella asiatica. La città venne fondata nel 1723 e intitolata alla grande Caterina I, moglie di Pietro il Grande. Abbiamo visitato anche il Museo dedicato alla famiglia imperiale, con molti oggetti della zarina e dei bambini, durante la prigionia.

Poco dopo la rivoluzione russa, il 17 luglio 1918, lo zar Nicola II, la moglie Aleksandra Fëdorovna, i loro figli, Olga, Tatiana, Marija, Anastasija, lo zarevic, Aleksej Romanov e alcuni membri del seguito, vennero fucilati dalle guardie della Čeka comandate dal commissario bolscevico Jakov Michajlovič Jurovskij a Ekaterinburg dove erano stati trasferiti da Tobol’sk nel maggio 1918.

In quelle settimane le truppe bianche sembravano in grado di liberare la famiglia imperiale, e fu presa la decisione di eliminare tutta la famiglia, un pericoloso simbolo intorno a cui avrebbero potuto eventualmente raccogliersi i diversi eserciti che si opponevano all’appena instaurato regime bolscevico. Negli anni venti Ekaterinburg divenne un grande centro industriale della Russia. Durante la 2° guerra mondiale, istituzioni tecniche del governo e intere fabbriche, furono evacuate a Ekaterinburg dalle zone dell’Unione Sovietica colpite dalla guerra, molte vi restarono anche dopo la fine del conflitto. Il 1º maggio 1960, un aereo spia americano Lockeheed U-2, pilotato da Francis Gary Powers, venne abbattuto nel cielo sopra Ekaterinburg. Il pilota fu catturato e in seguito scambiato con Rudolph Abel, una spia russa negli USA. Nel 2000 la Chiesa Ortodossa russa, guidata dal Patriarca Aleksej II, ha canonizzato e dichiarato santi martiri Nicola II e la sua famiglia.

9 Agosto – Abbiamo Visitato la grotta di ghiaccio a Kungurskaia,
bella solo la prima parte. La sera abbiamo dormito a Kusovoi davanti al ristorante.

10 Agosto – Andiamo
a Kuchino per
visitare il Gulag 36

aperto
come Museo
ho incontrato
un motociclista
di Bergamo che
viaggiava da solo
(andava in Mongolia),
al quale ho dato 200.000 Tugrit mongoli
per 60 € (che mi erano rimasti, avevo provato a cambiarli in una banca a Ekaterinburg mi avevano offerto solo 15 €).

Questo luogo è terrificante i gulag nella memoria collettiva fanno pensare a questa tragedia del ‘900 come una realizzazione del periodo sovietico, ma è stato il continuare come ci ha spiegato la guida una colonizzazione forzata della Siberia prima del periodo zarista poi dei comunisti che lo hanno perfezionato e continuato.

Già il grande scrittore russo Anton Checov (1860-1904) ne parlava nel suo libro: L’isola di Sachalin» (Adelphi, pagine 457, euro 22). Gli uomini, dove Cechov parla con tutti, i vetturini, i cosacchi, i servi della gleba, i coloni, i contadini, gli ex esiliati, i medici, i galeotti: «Sotto le finestre aperte affacciate sulla strada sfilavano a passo cadenzato e senza fretta i deportati con i ceppi ai piedi; nella caserma di fronte la banda militare provava e riprovava le sue marce in previsione della visita del governatore generale».

Erano dei luoghi dove si era praticamente schiavi, dovevi lavorare senza paga, senza diritti, solo pochi riuscivano ad uscirne vivi, sopratutto per le condizioni climatiche. Debesey Repubblica di Udmurta. Abbiamo sostato e dormito davanti al centro handicappati, da dov’è uscita una mamma con un bimbo che si è avvicinato incuriosito, al quale abbiamo fatto visitare il camper.

11 Agosto – Visitiamo un bel parco cittadino con tante sculture in legno.

La mattina Alina ha chiesto alla polizia, dove potevamo fare acqua, da una finestra, si è affacciato il commissario che è una donna le ha chiesto di salire. Hanno parlato dieci minuti ed ha ordinato al poliziotto di servizio di farci entrare nella loro struttura dove abbiamo fatto il pieno di acqua.

Poi ci ha detto che lei finiva il servizio alle tredici e ci avrebbe volentieri fatto da guida a un sito da visitare.

Noi abbiamo ringraziato ma non possiamo permetterci di prolungare il viaggio, sempre per i problemi della Mercedes di Tommaso.

Oggi abbiamo percorso 536 Km con tanto traffico, con soste anche fino a quaranta minuti, per lavori in corso. Arriviamo sul tardo pomeriggio alle 19,45 a Kazan.

Ceniamo ma guadagniamo due ore con il fuso orario, qui sono le 17,45. Dopo cena Alina ed io ci facciamo un giro notturno nel Cremlino. Dormiremo sotto il Cremlino (dove avevamo sostato nel 2014 tornando da Samarcanda).

12 Agosto – La mattina prima di continuare la visita della città, conosciamo un austriaco di Salisburgo, che arriva con un mezzo a 6 ruote motrici, sta facendo il giro del mondo in solitaria.

Visitiamo il Cremlino, la Cattedrale Ortodossa, il Museo del Tatarstan, la Torre Söyembikä, (in tàtaro: Сөембикә манарасы, in russo: Башня Сююмбике) è una torre di guardia. Rappresenta uno dei più importanti simboli della capitale del Tatarstan, è anche uno degli edifici più alti del Cremlino. Deve il nome a Söyembikä, eroina del popolo tataro e reggente del Khanato di Kazan’ dal 1549 al 1551. È inoltre una delle torri pendenti più famose della Russia. Il mistero è amplificato dall’esistenza di alcune leggende popolari, però prive di basi scientifiche.

Una di queste leggende afferma che la torre sarebbe stata costruita per ordine di Söyembikä, in memoria del marito Safa Giray morto nel 1549. La più celebre leggenda popolare è invece legata ad Ivan il Terribile. Lo zar avrebbe fatto costruire la torre in soli 7 giorni, a seguito dell’assedio di Kazan del 1552.

 

In base a questa storia, Söyembikä sarebbe stata imprigionata nella torre, prima di gettarsi dalla stessa e morire. Tuttavia, si tratta di un’ipotesi priva di fondamento perché la donna fu detenuta a Mosca e poi a Kasimov, città in cui morì. Partiti da Kazan verso Nižnij Novgorod, ci siamo fermati a dormire a Yadrin di fianco alla polizia.

Nižnij Novgorod

13 Agosto – Facciamo un po’ di spesa, dimentico in un carrello il microfono del CB che mi porto dietro nella speranza di trovarlo nuovo.

Arriviamo a Nižnij Novgorod, pranziamo lungo il fiume (c’è rumore di un venditore di panini), così ci spostiamo oltre il sottopassaggio in un posto più tranquillo.

Visitiamo il centro storico con il Cremlino, dove sono esposti tanti mezzi militari della 2° guerra Mondiale, tra i quali un aereo.

Incontriamo un italiano che ci dà delle indicazioni per un ristorante, poi visitiamo un bellissimo Museo della fotografia.

Nella zona pedonale vediamo un rivenditore di pesce con all’interno la cucina come un ristorante, dove andremo a gustare la cena con acqua minerale, non hanno bevande alcoliche. Torniamo lungo la scalinata, dove c’è un bel panorama del Volga scendendo sul fiume dove abbiamo parcheggiato e dove dormiremo. Nižnij Novgorod (in russo: Нижний Новгород) è una.

La città è stata fondata il 4 febbraio 1221 dal principe Jurij II di Vladimir. Nel 1612 Kuz’ma Minin e il principe Dmitrij Požarskij organizzarono un grande esercito per la liberazione di Mosca dai Polacchi. Nel 1817 Nižnij Novgorod è diventato un grande centro commerciale dell’Impero russo. Dal 1932 al 1991 ha avuto il nome di Gor’kij in omaggio al celebre scrittore Maksim Gor’kij, che vi nacque nel 1868. In epoca sovietica la città divenne un importante centro industriale. Durante la 2° Guerra Mondiale Gor’kij fu il più grande fornitore di materiale militare al fronte.

14 Agosto – Arriviamo a Noginsk a 60 Km da Mosca, proviamo a entrare in un centro sportivo per dormire, ma non è possibile perché
la notte è chiuso.

Abbiamo dormito in un condominio, facciamo una piccola spesa con festeggiamento anticipato del ferragosto, perché domani ci separeremo.

Tommaso e Lia, vanno direttamente in frontiera per rientrare.

Noi ci dirigeremo verso Mosca.

15 Agosto – Arrivati a Mosca prima ci fermiamo a fare acqua in un centro sportivo.

Poi cerchiamo il campeggio nel parco Sokolniki, non ci fanno entrare perché non abbiamo il timbro della polizia sul foglio del camper fornitoci in frontiera.

Essendo in transito in Russia non era stato necessario farlo timbrare. Ma a Mosca i campeggi senza questo timbro non ti fanno entrare.
Troviamo e dormiamo nel parcheggio vicino a MacDonald, alla fermata della Metro Sokolniki. Andiamo in città e la sera ceniamo da MacDonald.

16 Agosto – La mattina andiamo al Cremlino non possiamo entrare è il giorno di chiusura. Andiamo a vedere la via arbat, la Cattedrale il palazzo della federazione russa. Pranziamo in un self service con dell’ottimo pesce. Visitiamo anche il cimitero monumentale di Novodevichy degli artisti, poeti, scrittori, politici, scienziati ecc. Torniamo al camper nel parcheggio vicino a Mac Donald, e ci facciamo delle penne all’arrabbiata.

17 Agosto – Questa mattina torniamo al Cremlino, ci sono delle lunghe file per i controlli all’ingresso. Le uniche bandiere rosse che oramai s’incontrano in questo luogo, sono quelle dei turisti cinesi, incolonnati per le visite. Torniamo per il pranzo e un riposino al camper.

Più tardi riusciamo per fare una gita in barca sulla Moscova. Un bel giro anche per fare delle fotografie con una diversa prospettiva. Poi andiamo con la Metro alla collina dei passeri, dove c’è una bella vista sulla città, con alle nostre spalle l’Università in un edificio austero in stile sovietico. Torniamo al camper domani ci aspetterà una bella tappa.

Velikij Novgorod la seconda capitale della Russia nell’882, per circa 20 anni

18 Agosto – A Velikij Novgorod abbiamo dormito vicino al centro storico. Qui abbiamo assistito ad un concerto del complesso musicale delle 3 famose ragazze “Le Serebro” (in russo: Серебро in italiano Argento). Che si è esibito per il 15° anniversario di fondazione di una fabbrica locale. Abbiamo conosciuto un camperista russo che fa il pompiere a Murmansk.
Velikij Novgorod (Novgorod aggettivo la Grande aggiunto nel 1999) è un altro posto importante sulla stessa rotta commerciale. Alcune testimonianze storiche sostengono che Rjurik vi si sia stabilito dopo Ladoga, altre dicono che sia arrivato qua dritto dalla Scandinavia. Novgorod fu il cuore dell’embrionale Stato russo per un paio di decenni, fino all’882. Il successore di Rjurik, Oleg di Kiev, regnò come principe in città dall’879. Secondo alcune cronache, era parente di Rjurik e da lui ereditò il regno dopo la sua morte. Oggi la città ha 223 mila abitanti e non va confusa con Nizhnij Novgorod (1 milione e 200 mila abitanti).
Il clima sfavorevole ha spesso condizionato negativamente la vita della città con carestie anche di proporzioni disastrose come nel 1230 quando morirono per fame 3.000 abitanti su più di 5.000.

Dopo la distruzione di Kiev, e di molte altre città russe da parte dei mongoli dell’Orda d’Oro nel 1240, la posizione di Novgorod si rafforzò in quanto, pur dovendo pagare per la protezione delle città lungo il Volga per continuare i suoi traffici, riuscì a mantenere la propria indipendenza come repubblica con a capo ormai l’Arcivescovo.

Il modello di governo della città, in quei secoli, era abbastanza distante da quello autocratico del resto della Rus’: il principe era soltanto un generale militare pagato per ingaggio e poteva esercitare il potere giudiziario soltanto, ma affiancato dal posadnik (o sindaco) eletto dal concilio dei nobili boiari, detto Novgorodskoe veče (in russo: Новгородское Вече), termine che denominava il parlamento composto da tutti i cittadini (maschi e femmine) liberi. Il termine veče è stato recentemente riportato in uso per denotare ancora una volta il consiglio comunale di questa città.

Ma la cosa che rese unica Novgorod con i suoi abitanti fu la divulgazione della scrittura tra tutte le classi sociali. Il modello di governo della città, in quei secoli, era abbastanza distante da quello autocratico del resto della Rus’: il principe era soltanto un generale militare pagato per ingaggio e poteva esercitare il potere giudiziario soltanto, ma affiancato dal posadnik (o sindaco) eletto dal concilio dei nobili boiari, detto Novgorodskoe veče (in russo: Новгородское Вече), termine che denominava il parlamento composto da tutti i cittadini (maschi e femmine) liberi. Il termine veče è stato recentemente riportato in uso per denotare ancora una volta il consiglio comunale di questa città.

Ma la cosa che rese unica Novgorod con i suoi abitanti fu la divulgazione della scrittura tra tutte le classi sociali.Sono più di mille le lettere scritte su corteccia di betulla ritrovate in 70 anni di scavi archeologici realizzati durante il breve periodo estivo dal prof. Arcihovskij e Janin. Gli scavi hanno portato alla luce una città con case e strade fatte di legno che all’apice del suo splendore aveva sicuramente più di 10.000 abitanti. Al termine del periodo medievale la città conobbe un declino, a causa delle difficoltà poste lungo gli itinerari per il sud e a causa dell’indebolimento dell’Hansa baltica (La Lega Anseatica), delle azioni di disturbo dei cavalieri Teutonici e dei Portaspada sui suoi traffici. Le piccole città dell’area del Basso Volga, Mosca e Tver’, sfruttarono questa sua debolezza per cercare di controllarla e impadronirsi delle sue esportazioni. Il 10 gennaio 1478 Giovanni III di Mosca conquistò la città annettendola a Mosca e letteralmente svuotandola di ogni cosa e di ogni cittadino importante. Subì la rovina definitiva quando Ivan il Terribile saccheggiò la città e ne impiccò un grande numero di abitanti, oltre a deportarne altri in seguito al tentativo di rivolta.

19 Agosto – Dopo aver visitato la zona pedonale fuori le mura del Cremlino e le chiese di Novgorod, partiamo per San Pietroburgo, dove arriviamo alle 14,15. Troviamo un parcheggio in zona centrale alla Metro Blu fermata Petrogrdskaya a due fermate dall’Hermitage.

Piove ma andiamo all’isola delle Lepri, alla chiesa del Sangue Versato, strada facendo abbiamo visitato la Moschea. La più antica costruita nella Russia europea.

20 Agosto – A San Pietroburgo dormiamo in un posto così tranquillo che ci siamo svegliati tardi.

Siamo andati a visitare il rompighiaccio Krassin (è diventato un museo, salvò il Gen.le Nobile ed i sopravvissuti della spedizione del dirigibile Italia nel 1928).

Approfittiamo della bella giornata per fare una gita in barca fino al mare aperto, si passa in vari canali con ponti ed edifici moderni nella parte nuova della città.
Camminiamo molto anche nel centro storico.

21 Agosto – Fermi a San Pietroburgo. Oggi è il compleanno di Alina, (desidera rivedere l’Hermitage lo aveva visitato accompagnando una scolaresca quando si chiamava Leningrado). Per entrare facciamo un’estenuante fila, il famoso Museo si trova all’interno del palazzo d’inverno, su una piazza bellissima che è anche il luogo dove ebbe inizio la rivoluzione d’ottobre nel 1917. All’interno siamo travolti dai numerosi e nutriti gruppi asiatici.

Il museo espone opere di numerosissimi autori, fra i quali CaravaggioCanova, Leonardo da Vinci, David, Degas, Filippo Lippi, Tiziano.
Con lo stesso biglietto visitiamo l’ala dell’arte moderna del Museo dell’Hermitage nella piazza di fronte. Dove hanno spostato la ricchissima collezione di quadri degli impressionisti e dei pittori di fine ‘800 e inizi ‘900 (Van Gogh, Picasso, Kandinsky, Malevich, Matisse e tanti altri) in una collocazione museale autonoma, all’interno del Palazzo dello Stato Maggiore. Un bellissimo edificio ristrutturato con la chiusura di un cortile, ricavandone un moderno anfiteatro.

Si tratta di un’esposizione unica al mondo, assolutamente da non perdere, dove si potranno ammirare in sale molto ben fruibili dal punto di vista della visita i quadri che facevano parte delle favolose collezioni dei ricchi aristocratici russi Morosov e Schukin. I primi estimatori dei pittori impressionisti.

Inoltre, si potranno visitare gli altri piani che espongono numerosissime opere (tele e oggettistica) provenienti dagli archivi dell’Hermitage e mai esposte al pubblico. Usciti dall’Hermitage stiamo tornando sulla Prospett Prospekt Nevskij per andare a cena, quando notiamo un po’ di trambusto è caduta con il vento un’impalcatura di un palazzo in restauro (che ha ferito 3 turisti), proprio dove noi eravamo passati mezz’ora prima.

22 Agosto – Qui in
pratica finisce
il nostro viaggio in Mongolia.

Alina aveva espresso il desiderio di rivedere alcune città delle repubbliche baltiche.

Così ho deciso di rientrare da San Pietroburgo. Sostiamo per il pranzo a Chirkovitsy vicino ad una chiesa in restauro del 1868.

Arriveremo in frontiera alle 17,30 dopo aver fatto l’ultima spesa in Russia. Ci siamo anche riforniti di acqua e gasolio a Kronstadt (qui fino alla rivoluzione c’era la flotta della Zar).
Prima di arrivare all’autostrada sul mare baltico con galleria sotto il mare, ci ferma la polizia per un’infrazione. Stavo superando un’auto che ha accelerato e non mi ha consentito di finire il sorpasso dove era permesso.

Così per pochi metri ho dovuto superare la linea tratteggiata, facendo l’infrazione. Alina bravissima ha spiegato al poliziotto cosa era accaduto e lo ha convinto a non fare la multa, anche perché non avevamo rubli e dovevamo pagarla con carta di credito e loro non erano provvisti di POS.
Com’è consuetudine a Narva la fila è estenuante, faremo i primi 30 metri in un’ora, quasi due ore e mezza per passare il confine russo. Solo mezz’ora per passare quello Estone. A Narva dormiremo vicino a uno stadio.

23 Agosto – Arriviamo a Tallinn, Estonia alle 13,30.
Non riusciamo a trovare un parcheggio, entriamo in un bar Alina prova a parlare in russo con un giovane cameriere, senza successo.

Si avvicina un uomo di circa 35 anni molto elegante che ci aiuta, quando lei mi traduce in italiano dove dobbiamo andare, lui comincia a parlare in italiano, ci racconta che lavora nel campo della moda ed ha vissuto qualche anno a Milano.

Ci spiega, dove andare in un parcheggio a pagamento a 150 metri dalla chiesa di Sant’Olaf, attaccata al centro storico. Qui un altro colpo di fortuna, vado a fare il ticket e trovo il biglietto già pagato di 3,50 € lasciato da un’altra persona. Pranziamo poi facciamo un bel giro per la bellissima città.

24 Agosto – Arriviamo a Riga alle 18,15 dopo aver girato un po’ riesco a trovare un parcheggio a pagamento davanti agli ex Hangar Zeppelin, oggi il più grande mercato alimentare d’Europa.

Il parchimetro prima mi ruba 2 € poi con altri 15 € mi fa sostare per due notti.

Abbiamo visitato tutto il centro storico a piedi, per pochi minuti abbiamo assistito a un concerto in una chiesa. Nel mercato Zeppelin abbiamo acquistato del pesce fresco e affumicato. Una delle carte di credito non funziona più devo aver superato il plafond, (in questi viaggi è sempre opportuno averne diverse).

25 Agosto – Oggi continuiamo a visitare Riga, andiamo fino al monumento della liberazione. Visitiamo il Museo della storia della Lituania, interessante la parte dedicata alla 1° e 2° Guerra Mondiale, con oggetti monete divise e documenti. Questo pomeriggio purtroppo piove, cerchiamo riparo curiosando tra i negozi, acquistiamo qualcosa per completare l’ottima cena di pesce. Dormiamo sempre al parcheggio davanti agli ex Hangar Zeppelin.

26 Agosto – Arriviamo nel centro di Vilnius
troviamo un parcheggio sotto il centro storico
e al castello visitiamo
il Museo sulla storia
della città con
reperti interessanti
delle varie dominazioni della città.

In alto troviamo una chiesa ortodossa di rito ucraino che era stata trasformata in magazzino in epoca sovietica, su una piazza c’è una strana manifestazione He Sky della marca di Champagne GH MUMM che con l’ausilio di una grande Gru di quelle per ristrutturare palazzi di 30/40 metri, pagando ti permette di cenare a un’altezza di circa 25/30 metri con questo Champagne.

Con 90 € ti fanno accomodare su un tavolo dal quale non ti puoi alzare, sei protetto dalla pioggia con una struttura in plexiglas, però ti danno anche una coperta per ripararti dal freddo.

27 Agosto – Oggi una bella tappa di circa 570 Km fino a Varsavia, dove arriviamo alle 20,20.

Trovo un parcheggio su strada, il parchimetro funziona solo con monete (che non abbiamo) due ragazzi ucraini ci regalano tre zloty.

La notte dormiamo con un po’ di rumore.

Avevamo tentato di trovare un altro parcheggio degli autobus che vanno in Ucraina, ci hanno chiesto per 12 ore 25 €.
Così si rimane lì fino alle sette di domani mattina.

28 Agosto – La mattina dopo ci spostiamo vicino al centro storico, troviamo un parcheggio comodo con carta di credito, pago una sciocchezza, rimanendo tre ore.

Siamo sotto il Castello visitiamo il centro, deserto, con una particolare atmosfera.

Le chiese sono già aperte vuote, senza presenza umana, bellissimo.

Dopo 580 Km arriviamo a Wieliczka alle 16. Alina fa in tempo a entrare con un gruppo russo alla miniera del sale.

Sono venuto qua nel lontano 1994 quando la miniera era ancora in funzione, i polacchi sono stati bravissimi hanno trasformato questo luogo in un grande business, pur essendo ancora presente il sale gli è convenuto farla diventare un Museo. Una volta costava se non ricordo male 8-10.000 lire oggi costa 25 €.

29 Agosto – Arriviamo a Vienna visitiamo la città fino a tardi, entriamo a Santo Stefano.

Assistiamo ad un concerto nella chiesa cattolica di San Pietro.

Lungo la strada delle non più giovani ballerine si esibiscono con danze hawaiane.

Torniamo al parcheggio, dove dormiremo, l’ho trovato su Park 4 night, è vicino alla Metro V 1 rossa è gratuito e a 7 fermate da Santo Stefano.

30 Agosto – Arriviamo a Palmanova alle 18,30 era molto che desideravo visitare quest’antica fortezza della Serenissima.

Purtroppo molti edifici andarono distrutti durante la prima guerra mondiale.

Ha ancora una grande e bella piazza, dove assistiamo alle prove dei locali sbandieratori che domani parteciperanno a una grande festa.

Ceniamo in una pizzeria, dopo più di 90 giorni ne avevamo proprio voglia, anche se quella mangiata a Ulaanbaatar ai magazzini Hunnu non ci aveva deluso, ma quelle di casa sono sempre le più buone.

Sostiamo e dormiamo in un punto sosta a 200 metri dal centro.

31 Agosto – La mattina entro le dodici passeremo a Padova da Adami, l’importatore del mio camper per cambiare il vetro della porta scorrevole, ordinato all’andata. La sera ceneremo dall’amico Federico e dormiremo a Viadana.

1 Settembre – La mattina con Federico acquistiamo uova fresche e frutta da un contadino suo conoscente. Pranziamo da Federico e il pomeriggio partiamo da Viadana alle 16,30. Arriveremo a casa alle ore 22, dopo aver viaggiato oltre 3 mesi e percorso circa 25.000 chilometri.

 

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