Quando viaggiare era un’arte

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Quando viaggiare era un’arteIl romanzo del Grand tour

Il viaggiare acquistò i connotati di una vera consuetudine didattica nel XVIII secolo. L’età dei viaggiatori oscillava tra i 16 e i 22 anni e il viaggio era completamento di una buona educazione.

Ci si aspettava che dall’esperienza il giovane ne acquisisse intraprendenza, coraggio, attitudine al comando, conoscenza di costumi, galatei e lingue straniere, conoscenze necessarie alla futura classe dirigente.

Al viaggio si accompagna la produzione di diari, epistolari, guide, relazioni cui l’autore attinge a piene mani per il suo volume.

Illustra itinerari, stagioni e luoghi di sosta; descrive i dettagli del viaggio materiale con il suo corredo di carte, passaporti, bauli, guardaroba e armi; descrive la vita in carrozza e i suoi protagonisti, le camere, le locande.

Quando viaggiare era un’arte di Attilio Brilli (pagg. 192 Editore Il Mulino collana Intersezioni).

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