Leggende della Patagonia

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Le leggende che arricchivano e coloravano la vita dei primi abitanti dell’estremo Sudamerica erano tramandate oralmente di padre in figlio. Faticosamente la Saltzmann le ha raccolte dandoci la possibilità di ammirare l’incredibile ricchezza della cosmogonia di una terra popolata da: dei, demoni, adoratori di vulcani, piume magiche, uomini mutati in pietre. Dal mulinello di ceneri uscì volando un uccellino dai colori cangianti. Era il picaflor, che (…) trema di paura come se aspettasse un castigo…

La Saltzmann è un’esperta di folklore sudamericano e ha raccolto in questo volumetto una buona selezione di miti e leggende di due dei principali popoli indigeni della Patagonia, i Tehuelches (gli originari “Patagoni”) e i Mapuches.
Si passa dalle leggende escatologiche sulla creazione, a quelle sulla nascita di determinati luoghi e/o usanze (come quella del mate, la nota bevanda argentina che si consuma quasi come un rito), a quelle che spiegano la natura fisionomica di alcuni animali locali (la testa calva del condor piuttosto che l’esistenza di uccelli inadatti al volo).
Riguardando soltanto quei due popoli, la maggior parte delle leggende è ambientata nella regione di Neuquen, dunque nella zona più a nord della Patagonia.

Il che purtroppo taglia fuori le più celebri zone del sud nonché la Tierra del Fuego e le isole circostanti.
Sebbene quella della Saltzmann sia soltanto un’antologia di racconti presi qua e là, è comunque apprezzabile il lavoro di fondo di salvataggio di queste tradizioni orali, tramandate per secoli e che diversamente sarebbero destinate all’oblio, soprattutto in quei casi in cui le stesse riguardano popoli estinti o quasi (come per i Tehuelches, quanto meno con riferimento ai purosangue).
Un libro molto di nicchia, consigliabile soltanto agli appassionati di folklore e mitologia, oppure a chi volesse approfondire la cultura Mapuche o Tehuelche, o le leggende che ruotano attorno alla zona di Neuquen e del Parco Nahuel Huapi.

Leggende della Patagonia di Julia Saltzmann (pagg. 136, Mondadori Editore).

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