Per l’inverno in montagna

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Tecnica 1Sia il motore che la cellula vanno curate.
Attrezziamo il camper per assicurarci un ottimo soggiorno sulla neve.

di Franco Liboa

Il camper, quale veicolo ricreativo per l’uso nell’intero arco dell’anno, è valido anche in pieno inverno per le vacanze in montagna. Però in quest’impiego è bene prevedere la possibilità di trovare condizioni meteo sfavorevoli e temperature di parecchi gradi sotto lo zero. Pertanto oltre ad avere il mezzo in perfetta efficienza, sia nella meccanica che nell’impiantistica di bordo, è buona norma adottare una serie di accorgimenti per garantirci un piacevole soggiorno. L’argomento, pur trattato già negli anni scorsi, è sempre attuale, e di stagione al momento.

Tecnica 5Quindi riteniamo utile riproporlo in una veste più sintetica, offrendo un check list “ragionato”, con alcune note esplicative a corredo. Un vademecum specifico, da affiancare a quelli di ordine generale, proposti nel n.° 2 de “i Timoni” (mag. – giug. 2002). Per il motore ed il veicolo Olio motore multigrado, ma preferibile a “titolo” invernale: 10 W. Verificarne il livello, i chilometri percorsi ed il tempo trascorso dal precedente cambio. Controllare anche quello dei freni, del cambio, del differenziale ed il liquido per il servosterzo (se presente). Gasolio invernale e magari anche additivo.
Accertare (con apposito “densimetro”) la protezione antigelo del liquido motore, comunque da sostituire ogni due o tre anni. Antigelo per liquido lavavetri e raschietto antighiaccio parabrezza. Panno antiappannante e relativo spray. Un paio di spugne per asciugare la condensa sui vetri.
Eventuale sostituzione delle spazzole dei tergicristalli. Antigelo spray per serrature, in confezione micro, da borsetta (se è più grande probabilmente rimarrà nel camper… e noi chiusi fuori); oppure fiammiferi, o accendino, per scaldare la chiave. Catene da neve, guanti robusti (per non intirizzirsi le mani) e uno stuoino in plastica, per non bagnarsi inginocchiandosi. Se non si sono mai montate, fare una prova su terreno pulito.

Tecnica 3Comunque non attendere di essere su pendii ripidi per installarle, o toglierle. Pala (meglio pieghevole) per neve. Stuoini antisdrucciolo, da porre sotto alle ruote motrici. Cunei fermaruote, buoni per lasciare il veicolo parcheggiato, senza inserire il freno a mano (che potrebbe bloccarsi per il gelo), e validi anche durante le operazioni per le catene. Cunei per livellare il mezzo.
Batterie: controllare il livello dell’elettrolito e lo stato di carica (con il densimetro). Nota: in una batteria scarica il liquido può anche gelare e spaccarla. Pulire i due morsetti. Non manchino due robusti cavi per “fare il ponte” tra batterie. Un robusto cavo (o barra) di traino.
Attenzione però: a motore spento, nei veicoli con servosterzo il volante è come bloccato; ed il servofreno (su tutti i veicoli commerciali e le vetture) è inefficiente, con minima azione frenante e tanto sforzo sul pedale. Pneumatici: verificare lo stato d’uso dei fianchi e del battistrada. Comunque è bene cambiarli se hanno cinque anni o più, anche se paiono buoni. Controllarne la pressione, ruota di scorta compresa (da tenere ad un paio di decimi in più rispetto alle altre).

Tecnica 2Fanalerie tutte perfettamente efficienti, con lampade di ricambio (previste dalla legge). E non manchino i fusibili di ricambio. La cabina di guida è la parte più fredda del veicolo e gli oscuranti termici (meglio se esterni) per la sua vetratura, sono un ottimo accorgimento per ridurre il ponte termico e non raffreddare la mansarda e le adiacenze. Uno scalino esterno separato è utilissimo per pulire le calzature, spesso bagnate, e non inzaccherare l’interno del veicolo. Il telefonino è di uso comune, ma sia corredato di batteria di scorta e carica batteria. Però a bordo anche un ricetrasmettitore CB è una sicurezza in più. Le comunicazioni sono a costo zero e può essere valido anche per avere e/o dare informazioni ed aiuto. Per la cellula e per l’interno La stufa è indispensabile ed è imperativo che funzioni perfettamente; altrimenti è meglio rimanere a casa. Verificarne l’efficienza, sostituire le pile per l’accensione ed averle di ricambio, nuove e con notevole margine sulla data di scadenza. Togliere il mantello anteriore della stufa e con un aspirapolvere pulire tutto il corpo della stessa, altrimenti alla prima accensione si avvertirà un odore acre, come di bruciato.
La stufa è l’utenza a maggior consumo di gas (da 250 a 400 gr/h), in base ai tipi ed alla potenza erogata. In pratica, con una stufa da 3000 Cal. una bombola da 10 Kg. dura circa tre giorni. Attenzione a non rimanere a secco; sarebbe molto triste! Gas propano nelle bombole, perché vaporizza fino a -35° C, a differenza del butano, che già a -5°C crea problemi in tal senso. Una prolunga antineve per il camino è utile, e meglio se c’è pure la protezione antivento per il comignolo. Un umidificatore ad acqua, come quelli domestici è consigliabile, perché la stufa asciuga l’aria, spesso già secca in montagna. Ottimi degli scudi termici, da interporre, per la notte, tra i vetri delle finestre e gli oscuranti a rullo; riducono sensibilmente le dispersioni di calore. Però, dovendo incastrasi nel vano delle finestre, servono precisi, per cui occorre farli a misura. Un buon sacco letto pronto non manchi.

Tecnica 4Oggi ci sono diverse opportunità, in varie misure, da inserire stabilmente sui letti fissi, compresi quelli per i modelli con larghezza rastremata dalla parte dei piedi. Sono comodissimi, evitando lunghe e faticose manovre per il “rifacimento quotidiano”, specie su giacigli con accesso particolare. Uno scudo termico sottoletto non guasta, specie in mansarda. Ma se siamo in camping, o comunque avendo la 220V è comodo pure lo scaldasonno elettrico. Il punto più freddo è il pavimento, per cui è opportuno avere tappeti nella toilette, nel corridoio e nelle dinette. Un tubo appendiabiti, nella parte alta del vano toilette consente di appendere indumenti bagnati; uno in alto, sopra la stufa e vicino al soffitto, serve per asciugare rapidamente vestiario umido. Per gli stessi scopi conviene avere anche piccoli stenditoi mobili e pieghevoli. Per riporre scarponi e doposcì bagnati conviene avere contenitori in plastica, aperti, a catino, magari da sistemare sul pavimento, in prossimità di qualche bocchetta dell’aria calda. Un asciugacapelli a basso amperaggio è necessario, specie in inverno. Un portascì all’interno del veicolo è una sicurezza , specie in sosta libera e per la notte. Non manchi una torcia elettrica, con pile e lampadina di scorta. Un serbatoio mobile di raccolta per le acque nere è quasi necessario se abbiamo il WC nautico; non sempre sono disponibili gli appositi pozzetti. Ma anche uno per le grigie non guasta. E per evitare eccessive fatiche nel trasporto è utilissimo un carrellino pieghevole, tipo quelli per la spesa o per le valigie. Nota: quale precauzione antighiaccio lasciare vuoto l’eventuale serbatoio esterno delle acque chiare. Mettere del sale in quello delle acque grigie e delle nere, se esterni. Un capiente ombrello, tipo “matrimoniale” sia sempre a bordo. Per il vestiario I capi comodi, caldi ma leggeri, come piumoni e “pile”, sono i più indicati, offrendo un’adeguata protezione e libertà di movimenti. Ad ogni modo ognuno scelga ciò che preferisce, senza limitazione alcuna, tenendo presente la necessità di un adeguato numero di ricambi di biancheria, specie se ci sono bambini. A questo punto non rimane che augurarvi buon divertimento e buone feste. ›

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