La sicurezza innanzi tutto

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Tecnica 4 nI pneumatici, sempre in ordine e “un’occhio” all’età!
Un argomento spinoso ma reale, che dobbiamo
affrontare con onestà e determinazione.

di Franco Liboa

Abbiamo appena parlato di pneumatici, evidenziando le precauzioni per l’uso corretto ed i pericoli connessi allo scoppio di una gomma. Proprio questo evento lo scorso luglio ha provocato uno squarcio nel pavimento di un camper, attraverso il quale un bambino è scivolato fuori, ed è purtroppo deceduto. Questo tragico incidente ripropone il problema della sicurezza a bordo, un argomento che non riceve la dovuta attenzione dalle riviste di settore; come se parlarne possa sciupare l’immagine dei veicoli ricreazionali, incidendo negativamente sulle vendite. Noi vogliamo affrontare il tema, con chiarezza e realtà, sottoponendolo agli utenti in primo luogo, ai costruttori, ai rivenditori. È ora di aprire gli occhi, per evitare il ripetersi di simili incidenti e di altri, seppure con diverse origini. Quindi la sicurezza a bordo, in viaggio ed in sosta! (È un discorso lungo e non trattabile in una sola “puntata”; dunque cominciamo con la prima parte).

Tecnica 3 nLE GOMME – Un pneumatico scoppia, come abbiamo appena detto, ma è bene ripeterlo, per diversi fattori, dipendenti soprattutto dall’utente.
1) Immobilità per rimessaggi prolungati, con lo stesso punto di appoggio sul terreno, non sempre regolare, senza mai controllarne la pressione, che nel tempo scende. La gomma si deforma, si ovalizza e si rovinano le strutture interne.
2) Carico, o meglio sovraccarico, alla partenza.
Chi ha mai pesato il veicolo per conoscerne l’entità e sapere se sia nei limiti di portata? Attenzione: oltre a non dover eccedere a quanto stabilito dal costruttore della meccanica per quel modello, non si può superare il limite dei 3.500 Kg della patente “B”.
3) Si è controllato quanto la gomma può sopportare?
4) Non si verifica l’età del pneumatico, che non dovrebbe mai superare i 5 anni. Pur se il battistrada sembra ancora buono, la gomma si è indurita ed ha perso la dovuta elasticità. Al massimo un’occhiata veloce (e se va bene il controllo della pressione).
5) Lunghe e veloci tirate autostradali, permesse dalle meccaniche odierne.
E con temperature ambientali sempre più alte. Quanti, durante una breve fermata, toccano le gomme con il dorso della mano, per sentire se sono troppo calde? E quanti non le degnano neppure di uno sguardo, alla ricerca di una possibile anomalia? Già queste due semplici precauzioni potrebbero essere un campanello d’allarme. Invece niente, e si riparte! Poi, se la gomma scoppia, nella migliore delle ipotesi ci sono solo i danni, di non poco conto. Fino a qui è responsabile l’utente. Ma esaminiamo i mezzi. Nella maggior parte dei veicoli ricreazionali i pesi gravano in prevalenza sul retrotreno, spesso non rispettando le distribuzioni sugli assi stabilite dal costruttore del veicolo e riportate sia sullo stesso, sia sulla carta di circolazione. Inoltre oggi, l’enorme proliferazione dei “vani garage” ha peggiorato la situazione. L’utente, trovandosi tanto spazio a disposizione, “stracarica” irresponsabilmente. Comunque a prescindere dal vano garage, il peso maggiore grava sulle gomme del retrotreno, che sono le più soggette a scoppiare. Le ruote posteriori, se totalmente esterne al pavimento, sono dotate di parafanghi non di rado in materie plastiche, o analoghe, che servono giusto a “parare” gli schizzi d’acqua, non certo a limitare e contenere pezzi di copertone proiettati da un’esplosione.
Almeno dovrebbero essere in robusta lamiera, solidamente fissata al telaio. Ma a volte il pavimento, interrompendo la propria continuità accoglie una porzione di ruota, entro un “vano passaruota”. Quindi la rotazione avviene in parte all’interno del veicolo. È ancora peggio! Veniamo ai pavimenti, componenti piuttosto fragili. Un’armatura di listelli di legno include la coibentazione (polistirolo o poliuretano) e due fogli di compensato, quale rivestimento esterno. Mi sembra poca cosa e di scarsa resistenza, specie se colpito dai pezzi della gomma. Non solo, la protezione esterna contro gli agenti atmosferici nel tempo non garantisce una difesa adeguata ed il pavimento potrebbe essere soggetto ad infiltrazioni; quindi a marcire. Di conseguenza la resistenza diminuisce. È una realtà più frequente di quanto non si pensi! Inoltre un controtelaio in acciaio (ormai cosa davvero rara), oltre a dare maggior solidità, fungerebbe anche da barriera. In ogni caso personalmente ritengo che questa parte del sottoscocca dovrebbe avere maggior consistenza e protezione. E qui mi rivolgo ai costruttori. È ora di incrementare la solidità del pavimento, e di rivestirne adeguatamente tutta la superficie esterna.

Tecnica 2 nI PESI IN ORDINE DI MARCIA – Oltre a quanto appena espresso sulle gomme, occorre ricordare che ogni veicolo ha un peso massimo, che non deve essere superato. La realtà quasi sempre è ben diversa, perché sono pochi i mezzi che rispettano la regola. Il fattore peso dovrebbe essere tenuto ben presente prima dell’acquisto. Gli utenti dovrebbero ragionare attentamente e non limitarsi a leggere ammaliati i depliant, in genere deficitari su questo argomento, perché raramente è riportata la tara, ossia il peso a vuoto. La portata utile è la differenza tra peso a pieno carico (quello c’è sempre) e tara. Andiamo ai posti omologati. In alcuni casi c’è un solo numero, indicante i passeggeri ammessi ed al contempo i posti letto. Talvolta invece troviamo, specie su veicoli grandi, due numeri: i posti letto e quelli in marcia, dove i secondi sono sempre inferiori ai primi. Rapportiamo i posti omologati alla portata utile, ed avremo subito la capacità di carico, che difficilmente arriva a 500 Kg nella migliore delle ipotesi, un valore un po’ risicato per le persone che possono viaggiare a bordo (spesso 5 o 6), senza contare il relativo vestiario, le provviste, l’acqua, le stoviglie il necessario per i letti, gli accessori stabilmente installati e tutti “gli ammennicoli” che ci si porta sempre appresso, biciclette comprese. Quei famosi limiti, non certo fissati a caso dall’ultimo arrivato, sono stati ampiamente superati. Il tutto a scapito della sicurezza in marcia. Molti organi, quali: pneumatici, sospensioni, frizione, ammortizzatori, motore, devono affrontare un superlavoro. E che dire dei freni, che già in condizioni normali non sono un esempio di prontezza ed elevata efficienza? Riflettiamo bene prima di caricare, se vogliamo viaggiare in sicurezza. Non dimentichiamo neppure che spesso, all’ingresso di nazioni limitrofe, quali Svizzera ed Austria (per non fare nomi) potremmo essere pesati e severamente multati. Pensiamoci bene! Comunque al discorso pesi ed alla loro distribuzione dedicheremo un apposito servizio al più presto.

Tecnica 1 nLA PORTA DELLA CELLULA – È un’altra nota dolente! La maggior parte delle serrature, fino a pochi anni fa erano cose ridicole e non idonee a garantire la sicurezza dei passeggeri. Oggi la situazione è migliorata, anche se in alcuni casi non siamo ancora a livelli soddisfacenti. Inoltre occorre tener presente che i sistemi di chiusura sono fissati con 4 semplici viti che “mordono” nel nulla. Si, perché la maggioranza delle porte è composta da un sottilissimo foglio di allumino (o di vetroresina) all’esterno.
L’intercapedine sovente è solo materiale coibente (polistirolo, o schiume poliuretaniche), senza alcuna armatura, mentre il lato rivolto all’interno è un sottile foglio di compensato. Quindi la presa delle viti è pressoché fittizia. Infine la maggioranza delle cerniere è un altro esempio di insufficienza. Insomma il materiale più solido (si fa per dire) è il telaio perimetrale ed il relativo controtelaio. Quindi attenzione, perché se una persona che si muove all’interno del mezzo perde l’equilibrio e sbatte a corpo morto contro la porta, rischia seriamente di sfondarla, o spalancarla cadendo fuori. L’evento è pericoloso già a veicolo fermo, figuriamoci in marcia! Diversi anni fa successe un tragico incidente; un bambino morì proprio per essere caduto fuori durante la marcia; non si sa bene se per l’apertura accidentale, o voluta, della porta.

CINTURE ALLACCIATE – Sui mezzi recenti le troviamo sia sui posti fronte marcia, sia su quelli con la schiena rivolta al moto. E su alcuni anche ai posti trasversali. Allacciamole sempre e comunque. Prima che una disposizione di legge sono un enorme contributo alla nostra sicurezza, quindi perché non utilizzarle sempre?
Fra l’altro rientrano nel prezzo del veicolo; le abbiamo pagate! Inoltre chi guida non dovrebbe consentire a nessuno di alzarsi; specialmente ai bambini. Si tratta di acquisire una sana abitudine, non è difficile. Il veicolo ricreazionale, come tale, è un mezzo concepito per andare in vacanza. Quindi la sicurezza innanzitutto. Molti argomenti inerenti al tema sono ancora da trattare. Li affronteremo nei prossimi numeri. Buon viaggio!

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