Meditate prima del prossimo acquisto

0

Su suggerimento dell’esperto allestitore di camper
Antonio Lanza siamo riusciti a contattare negli Stati Uniti
Paul Elkins, il quale ha accettato di rilasciarci l’intervista
e di svelarci i segreti del suo Turtle Camper.
Visto che i problemi meccanici imperversano
soprattutto nelle nuove motorizzazioni…

di Andrea Tancredi

Ci sono delle tendenze che sono difficili da invertire, se non impossibili. Una è sicuramente il continuo aumento dei prezzi dei camper, un altra è la costante voglia di partire ed andare in vacanza. Per chi le vacanze significano viaggiare e partire all’avventura, la ricerca d’un mezzo contenuto ma senza rinunciare ai comfort è un pensiero ricorrente. Sono molti quelli che decidono di affidarsi a soluzioni fai da te. Pochi quelli che hanno il coraggio di proporre idee originali come il Turtleman Camper di Paul Elkins. Paul Elkins è un operaio americano di 51 anni in servizio alla Boeing aeromobili nello stato di Washington.

Nel 2008 ha realizzato il primo prototipo di camper/roulotte con meccanica umana, trainato cioè da una bicicletta.
Lui si definisce un “artista concettuale” un realizzatore di prototipi, e con simpatia accetta di raccontare come nasce l’idea di costruire un camper a motrice umana: “L’idea di costruire il Turtleman mi venne qualche anno fa leggendo un articolo. Chi l’aveva scritto aveva viaggiato per anni su una bicicletta reclinata, costruita da lui, con una mini roulotte al traino.” “Raccontava di una pessima esperienza scalando un passo di montagna durante un temporale quando venne ripetutamente sommerso d’acqua dal passaggio di altre vetture e a stento riuscì ad arrivare a destinazione”.

“Così mi dissi perchè non progettare un triciclo coperto, magari con dei sedili reclinabili per fare un letto, ed una zona per cucinare”. Dal triciclo coperto si è poi passati ad una bici che traina un camper/roulotte in occasione del Burningman Festival in Nevada, che Paul frequenta da 10 anni.
Un campeggio improvvisato nel letto di un lago, dove migliaia di persone s’incontrano ogni anno per esporre le proprie invenzioni. I temi di quell’edizione erano speranza e paura del futuro e Paul decise d’optare per la seconda, con non indifferenti consequenze nella costruzione del mezzo:” Il progetto teneva in considerazione un ipotetico scenario apocalittico e tutto quello che ne poteva derivare; temperature di 100°, venti a 90 km l’ora”.

“L’azzardo del peso mi ha fatto faticare per far si che il tutto si reggesse in piedi. Ho distribuito il peso appositamente su un lato, dandogli una forma aerodinamica dall’altro per tagliare il vento, ed equipaggiandolo con dei piedini per fissarlo al suolo, tanto per sicurezza”. Il Turtleman Camper quindi è stato pensato per resistere a condizioni apocalittiche, il che và a sommarsi alle difficoltà iniziali di progettare qualcosa che sia contenuto ma senza rinunciare ai comfort.

L’idea era di ricreare le funzioni che un normale appartamento o un camper offrono.
Un letto, una sedia, elettricità per la luce, ventilazione e la radio, zone per il vestiario, un fornello, un lavello, acqua calda, un mini frigo, un bagno ed una doccia. Senza spendere grosse cifre Paul non solo c’è riuscito ma l’ha fatto utilizzando materiali riciclati, come racconta: “ Ho usato vecchi fogli d’alluminio, tavole di compensato, un piccolo tavolino di legno come pavimento, e delle ruote rinforzate”.

“Per l’elettricità ho usato un pannello solare a 5 watt e un generatore di corrente ad elica collegati ad un batteria a 12 volt. Per riscaldare l’acqua un moderno sistema esterno a raggi solari “. Paul non è un camperista e non ha progettato il mezzo per fini ricreazionali, anzi è lui stesso a sconsigliarlo:” il Turtleman Camper non è stato disegnato per andare in vacanza, non lo raccomanderei neanche. Quando l’ho utilizzato contro vento ed in salita è stato massacrante. Anche la partenza da fermo con quasi 60 kg da smuovere non è semplicissima”.

Sulla questione dei comfort pur non avendolo provato concordo con Paul e credo che qualche dubbio rimanga.
Ciò che è certo comunque è che Paul sia riuscito a costruire un mezzo senza spendere migliaia di euro, usando materiali riciclati.
Senza alcun esperienza da camperista è riuscito ad incarnarne alla perfezione lo spirito d’adattamento e d’ingegno che molti camperisti moderni non conoscono. Complimenti Paul.

Share.

Comments are closed.