Fronti e frontiere

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Il racconto inizia nel porto di Aden, da dove la scrittirce cerca di tornare a casa con un passaporto scaduto, da Mwanza, sul lago di Vittoria nell’attuale Tanzania, dove aveva lavorato mettendo da parte i soldi per l’università. Joyce Lussu era stata abituata a passare di dogana in dogana e a nutrire un’ansia costante per la validità dei documenti, a causa della vita dei genitori, fieri intellettuali antifascisti che avevano scelto l’esilio in Svizzera. Cresciuta in un ambiente povero ma dignotoso, modesto ma ricco di libri, Lussu non andò mai a scuola; venne educata dai genitori, così come gli altri fratelli, e sostenne gli esami liceali da esterna. L’università cercò smpre di pagarsela con lavoretti come l’istitutrice per una famiglia coloniale in Libia o come questo in Tanzania, nell’industria della brillatura del riso. Legata al gruppo politico clandestino “Giustiza e Libertà”, le viene affidato il compito di rintracciare Emilio Lussu (fondatore del movimento assieme a Gaeteano Salvemini e Carlo Rosselli) da poco rocambolescamente fuggito dal confino a Lipari. Joyce Lussu lo trova a Ginevra e da lì, a ragione di un amore impetuoso e istantaneo, non lo mollerà più, seguendolo appunto a cavallo di fronti e frontiere, mentre il politico sardo cerca da fuori di organizzare la resistenza al fascismo. I due sono a Parigi quando entrano le truppe tedesche; gli altri dissidenti italiani, Saragat, Sereni, Amendola, hanno già preso la strada di Tolosa e dei Pirenei mentre “Parigi si svuotava come un corpo molto malato che a poco a poco si riduce allo scheletro”. Inizia la caccia all’uomo da parte delle truppe tedesche e della polizia della Francia collaborazionista. La coppia si rifugia prima sui Pirenei, poi dopo aver sentito alla radio l’annuncio di De Gaulle (“Français, la guerre continue. Résistez!”) finalmente a Marsiglia, la quale è sconvolta da una ressa di gente, soprattutto ebrei, in fuga dall’Europa nazifascista. A Marisiglia, Joyce Lussu si specializza in documenti falsi, (carte d’identità e passaporti, per tentare fughe estreme, consegnare messaggi, ricucire affetti) e nel frattempo studia letteratura alla Sorbona, all’epoca trasferitasi a Aix-en-Provence. Per aiutare degli amici del movimento a mettersi in contatto con le compagnie di navigazione che partivano verso l’America, Joyce ed Emilio Lussu partono per Lisbona, attraversando clandestinamente due frontiere e l’intera Spagna franchista.

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