Terra di Bari

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Olive x pugliaPuglia poco conosciuta.
II Romanico Pugliese seguendo
l’Adriatico masserie
dell’interno e Castel del Monte.

di Andrea Fioretti

Bari, era già un centro importante prima di diventare romana nel III sec. a.C. sviluppandosi sul promontorio che ne garantiva una naturale protezione fruendo del reticolo di vicoli stretti e tortuosi.
Quasi al centro del promontorio, i mercanti che da Mira, nell’Asia Minore, portarono in città le reliquie di San Nicola, fecero costruire la basilica in romanico pugliese che dal Santo, divenuto patrono della città, prende il nome. Altre attrattive ha questa città, da visitare con l’ausilio della fedele guida del Touring.
Giovinazzo, altra tappa alla ricerca dl romanico pugliese che, nella Cattedrale di questa città ha, in parte subito l’attacco della mania del barocco del cinquecento e ’700.
Pochi km verso sud-ovest ci portano indietro di circa trenta secoli per visitare la tomba a tholos e poi avanti all’età del bronzo al dolmen con rivestimento di chiancarelle.

A Molfetta conviene una sosta per passeggiare nell’ellittico borgo antico tra vicoli e palazzi patrizi ed arrivare al Duomo Vecchio, dalla singolare e interessante struttura.
Ancora il romanico, nella sua caratterizzazione pugliese, a Bisceglie, nella Cattedrale del XII secolo per poi raggiungere probabilmente una delle sue migliori espressioni nella Cattedrale di Trani, isolata quasi a sporgersi sull’Adriatico, per proteggere quei traffici marittimi dei quali Trani è stata protagonista al punto che i suoi “Ordinamenta Maris” sono fatti risalire al 1063 sono ritenuti uno dei più antichi codici di navigazione marittima.
Barletta, deriva la sua fama dalla celebre Disfida del 1503 (a settembre si tiene il Certame Cavalleresco che ne è la rievocazione) e molti luoghi vogliono tutt’oggi perpetuarne il ricordo come la Piazza della Sfida o la cantina della Sfida con arredamento cinquecentesco.

Altre ragioni di interesse alla visita le troveremo nel Santo Sepolcro, nella statua bronzea detta il Colosso, nel Castello nonché nel Duomo. Lasciata la litoranea, transitiamo per Canosa di Puglia; la sua posizione alta su un colle permette di spaziare con lo sguardo sulla Murgia e sul Tavoliere.
L’interno della città purtoppo degradata dall’eccesso di modernismo della seconda metà dello scorso secolo, non offre grandi attrattive, ad esclusione dell’interno della Cattedrale e dell’adiacente Tomba di Boemondo, principe di Antiochia che qui terminò la sua vita.
Tra colline della Murgia, la strada ci porta a Castel del Monte, dalla geometria semplice ed imponente, che si eleva su estensioni di ulivi, vigneti e pascoli. Fatto erigere da Federico II di Svevia che alla nativa Germania preferì sempre la solarità del nostro sud al punto di portare la sua capitale a Palermo, riassume gli interessi culturali ed artistici dell’imperatore che lo fece costruire nella prima metà del 1200 nella sua particolarissima forma ad ottagono, con una torre a ciascun angolo, come casa di caccia, in un luogo che ancor oggi è luogo di passo di uccelli migratori ed a molti è nota la grande passione di Federico II per la caccia con il falcone.
Alla caduta degli Svevi iniziò la decadenza del castello successivamente depredato delle sue statue e marmi fino alla fine del 1800 quando entrato nel patrimonio della Stato, iniziò un accurato restauro che rende la visita a questo luogo imperdibile e da solo ragione di un viaggio.

Notizie pratiche

Itinerario:

Bari-Giovinazzo: SS 16; Km 18. Giovinazzo-Molfetta: SS 16; Km 7. Molfetta-Bisceglie:
sempre sulla SS 16; Km 10. Bisceglie-Trani: ancora SS 16; Km 8. Trani-Barletta: SS 16;
Km 13. Barletta-Canosa di Puglia: SS 93; Km 22. Canosa di Puglia-Castel del Monte:
SS 170 
fino al bivio a sinistra sulla SS 170 bis, poi indicazioni a sinistra Km 40. Km totali circa 120.

Anche il palato vuole la sua parte (ed anche questo è cultura). Qualcuno ha definito la
Puglia. l’enciclopedia dei prodotti mediterrane, con il pesce fresco del mare Adriatico e dello Ionio,
gli sterminati uliveti che negli ultimi anni hanno saputo trasformare le loro produzioni dagli oli da
taglio ad eccellenti DOP, magari a scapito di piante secolari andate ad ingentilire i giardini delle
villette del Nord-Est. Poi gli agrumi, il grano duro per la pasta secca vanto nazionale, il pane,
magari come nel barese con l’aggiunta di patate nell’impasto, per accompagnare carni,
formaggi (due nomi  per tutti: la ricotta marzotica ed il canestrato) e salumi memorabili.

Indirizzi ghiotti: Cooperativa Allevatori di Putignano a Bari Via De Rossi, 178. I soci di questa
cooperativa allevano bovini, ovini, caprini dai quali ricavano, seguendo strettamente la tradizione,
ricotte, anche salate o affumicate, trecce, burrate,mozzarelle, la favolosa stracciatella nonché
formaggi a breve o media stagionatura L’angolo della pasta a Bari Via Giulio Petroni, 100.
Specialità assoluta: orecchiette e pasta di semola di grano duro. Il Salumaio a Bari Via Piccini,
168. Un eccellente punto di sosta dove trovare il meglio della produzione della zona, compresi
caciocavallo podolico e cantina con trecento etichette. Oleificio Fratelli Galantino a Bisceglie
Via Corato, 2. Le olive, delle varietà ogliarola e coratina, raccolte su teli per non farle ammaccare,
sono lavorate da macchine a ciclo continuo e frante esclusivamente con macine di pietra. Il
risultato giunge con extravergini di livello eccelso. Pasticceria San Pietro a Bisceglie Via G.
Di Vittorio, 84-86. Molti i dolci, tra i quali si distingue il tradizionale Sospiro. Gastronomia D’Elia
Boutique del gusto a Trani Corso Manzoni, 2/4. Salumi, formaggi, oli, vini e molti altri prodotti.

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