Il Lago Maggiore

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Mini viaggi n. 27Il Verbano: paesaggi, scenografici
palazzi e fantasiosi giardini. La statua del
San Carlone alta 20 m è visitabile all’interno.

di Andrea Fioretti

Il punto di inizio del nostro itinerario, facilitato da sbocchi autostradali, è Varese; dopo una visita alla città che non potrà escludere il Palazzo Estense ed i suoi giardini, da non perdere l’escursione al Sacro Monte che raggiungeremo con il mezzo fino alla prima cappella dei Misteri per poi, a piedi, raggiungere le altre 13, ove i Misteri del Rosario sono rappresentati da gruppi statuari in terracotta su sfondi affrescati.

A Laveno raggiungiamo la riva del Lago Maggiore che potremo cominciare ad apprezzare dal bel Lungolago. Nei dintorni Cerro con la Civica Raccolta di Terraglia, compendio della famosa ceramica di Laveno e poco più a sud, il trecentesco santuario di S. Caterina del Sasso, a picco sul lago.
Angera ci consentirà di visitare la Rocca con la sala della Giustizia ed i suoi affreschi trecenteschi.
Tre Km a nord lungo il lago, a Ranco, un interessantissimo Museo dei Trasporti con locomotive, vagoni, diligenze, funicolari e ricostruzioni ambientali.
Poco prima di Sesto Calende, vale un sosta la Badia di S. Donato, risalente al nono secolo.
A Sesto Calende lasciamo la riva lombarda per quella piemontese del Lago Maggiore. Ad Arona passeggeremo sul lungolago, Corso Marconi, godendo la vista della prospiciente Angera e della sua Rocca; a piazza del Popolo la casa del Podestà, del quattrocento. poco distante la chiesa di S. Carlo con la stanza natale di San Carlo Borromeo e la gigantesca statua del Santo, in rame, alta venti metri detta il San Carlone eretta in suo onore nel 1697.
A Belgirate valgono la passeggiata le caratteristiche case della parete alta del borgo, con loggiati e portichetti.

Stresa, affacciata sul golfo Borromeo, da centinaia d’anni località di villeggiatura di elite culminata nel periodo liberty dei primi del ‘900.
Principalmente a quel periodo risalgono splendide ville, parechi, giardini con essenze anche esotiche la cui crescita è stata propiziata dal mite clima lacustre.
Di particolare interesse il Lungolago, con grandi ville ed alberghi; ove il lungolago si amplia, prendendo il nome di piazza Marconi, la parrocchiale di S. Ambrogio e poco distante il Palazzo dei Congressi, con una sala che raccoglie gessi e sculture di Pietro Canonica.
Sulla piazza Marconi l’imbarcadero per le Isole Borromee, tre isolotti ciascuno dei quali di lunghezza di circa trecento metri e larghezza dai cento ai duecento metri, poco più che scogli che la mano dell’uomo (ed il suo denaro) ha trasformato ed ingentilito rendendoli siti da non perdere.
L’Isola Bella è quasi totalmente occupata dal settecentesco Palazzo Borromeo, dalle sue grotte, dai suoi giardini; non fate l’errore di prevederne una visita affrettata, perdereste il piacere di ambienti ed opere d’arte in situazioni poco “museali” ma viventi.
L’Isola dei Pescatori onora il suo nome con il pittoresco villaggio dalle tipiche stradine strette e tortuose. Sull’Isola Madre ancora un Palazzo Borromeo, anche questo del settecento, con una raccolta di scenografie teatrali e marionette ottocentesche provenienti dal tearo di famiglia. Il palazzo è circondato da un favoloso giardino botanico, nel quale troverete fiori esotici e piante rare.

Notizie pratiche

Itinerario:

Varese-Sacro Monte: Seguire le segnalazioni; Km 6. Sacro Monte-Laveno: Indicazioni Gavirate-Laveno; Km 28. Laveno-Ranco: Lungolago verso sud fino al bivio a sx, indicazioni; Km 24. Ranco-Angera: litoranea panoramica; Km 3. Angera-Arona: Ancora sulla litoranea fino al bivio ove si prende la SS 33; Km 16. Arona-Belgirate: SS 33; Km 10. Belgirate-Stresa: SS 33; Km 7. Km totali circa 94.

Anche il palato vuole la sua parte (ed anche questo è cultura). Il lago fornisce la materia prima per il risotto con il pesce persico o con l’anguilla di lago ma anche la terra fa la sua parte proponendo il bruscitt, pezzetti di carne di manzo marinati nel vino rosso ed insaporiti con semi di finocchio, la rostisciada e la faraona alla creta.  Tra i dolci i brutti e buoni, il “dolce di Varese”. Non è questa zona di vini Dop ma sia sul versante lombardo che su quello piemontese potrete attingere ottimi Barbera, Gattinara e la selezione degli oltrepò pavese.

Indirizzi ghiotti: Vecchia Laveno a Laveno P.za Marchetti 2. Wine bar ben fornito di selezionati
formaggi delle prealpi circostanti e vini lombardi e piemontesi. Panificio Colombo e Marzoli a Varese
P.za Giovane Italia 2. Il loro è considerato il miglior pane della città, alcune pezzature da grano “bio”.
Anche una buona selezione di formaggi, focacce, torta di castagne e gnocchi di patate. Drogheria
Vercellini a Varese Port. Sampietro 4/b. La passione per i buoni prodotti nazionali si tramanda in
questo esercizio da quasi un secolo. Macelleria Antonio Novello a Varese P. za Milite Ignoto 1.
Le carni sono di vitelli piemontesi macellati in proprio. Degni di nota anche i salumi quali cotechini,
pancetta, mortadella, bresaola e salami. Azienda Agricola i Mirti a Varese Loc. Agriturismo specializzato
nella ristorazione vegetariana ma vi troverete un vasto assortimento di piccoli frutti di bosco, freschi in stagione oppure conservati al naturale, congelati, trasformati in confetture o utilizzati per casalinghi liquori alla frutta.

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