Dall’area naturale di Pollone al Castello di Agliè

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Val di SusaCastelli, residenze Sabaude, tanta storia,
natura anche alla ricerca della spiritualità.

di Andrea Fioretti

Scartata la sosta notturna a Biella, un parcheggio di stazione ferroviaria affollato da una fauna umana di ogni tipo, raggiungiamo direttamente Pollone.
L’area di sosta, all’ingresso dell’area naturalistica Parco della Burcina, è una delle biù belle e meglio attrezzate che ci sia capitato di incontrare in tanti lustri di turismo itinerante; il Parco è l’occasione di piacevolissime passeggiate (durata in funzione delle proprie gambe) in una natura rimarchevole. Una passeggiata in paese ci mostra ville e giardini, testimonianza della ricchezza della zona laniera Biellese. Pochi Km ci portano al Santuario di Oropa, immensa struttura monastica in una conca di boschi e praterie.
La tradizione lo vuole fondato nel VI secolo ma lo sviluppo che lo ha portato alle attuali colossali dimensioni va dal XVI al XX secolo quando fu ultimata la Chiesa Nuova, forse la parte meno bella e peggio conservata dell’intero complesso. Nel piccolo cimitero monumentale, la tomba di Quintino Sella.

Una strada che si snoda tra panorami di tutto rispetto, la Panoramica Zegna, ci conduce a Bielmonte stazione di turismo invernale con area molto ben attrezzata. Trasferimento un po’ lungo fino a Susa ma ne vale la pena; la città è deliziosa, i ricordi della sua romanità ben conservati, il centro storico tranquillo, la Cattedrale degna di nota. Curiosità, ad agosto abbiamo trovato i primi panettoni “primo incarto”.
N.B.: la piazza ove c’è il PS si chiama della Repubblica, non piazza d’Armi. La visita al Forte di Exilles, anche grazie alle capaci guide, ci conduce attraverso mille anni di storia, di conquiste e riconquiste tra Piemontesi e Francesi, pur se nella sua veste attuale, risalente al 1800, questo mastodonte di ingegneria militare, con soluzioni costruttive che la nostra ignoranza in merito non immaginava, non ha mai subito un assedio ne i suoi cannoni sparato un colpo prima di essere trasferiti sul fronte orientale nella guerra del ‘15-18. Avigliana, è un comodo punto per passare la notte (attenzione l’area di sosta di, P.le Suppo non esiste: area attrezzata a P.le Grande Torino, tranquilla) ed il mattino seguente inerpicarsi fino alla Sacra di San Michele, complesso monastico risalente al X secolo, uno dei tre dedicati al santo e collocati a 1000 Km l’uno dall’altro su una medesima linea retta.
Appollaiato su una cima rocciosa, offre una visuale completa sulla Valle di Susa (vedi foto), la visita, guidata, risulta di notevole interesse.

Torino, l’abbiamo comodamente visitata facendo base al camping Villa Rey ed usufruendo della carta di libera circolazione “Torino +Piemonte” che garantiva il libero accesso ai mezzi di trasporto regionali e l’ingresso gratuito o a prezzo agevolato nalla maggior parte dei monumenti o musei della regione.
Peccato che fuori Torino l’inziativa non fosse sufficientemente pubblicizzata; avremmo risparmiato bei soldini di ingressi. In ogni caso, noi abbiamo dedicato tre giorni alla città sabauda ma per quello che ci è rimasto da vedere sicuramente torneremo.
La curiosità suscitata da alcuni articoli su riviste di turismo, anche itinerante, e da un servizio televisivo ci porta a Baldissero Canavese per approfondire la conoscenze su una comunità spirituale che pare aver organizzato un centro di particolare e curiosa bellezza. Una certa aria di supponenza con la quale siamo accolti e la richiesta di 55€ !! a persona per visitare la loro sede, spengono qualsiasi nostro interesse Sicuramente interessante, invece, la visita al castello di Aglié, che conclude il nostro tour.

Notizie pratiche

Itinerario:

Pollone (Biella)-Santuario di Oropa-Bielmonte: SS 144 fino ad Oropa, poi indietro sulla stessa per
prendere poi in direzione Rosazza ed imboccare la SS 232, Panoramica Zegna; Km 59.
Bielmonte-Susa seguiamo le indicazioni pe Biella, poi per la A4 che seguiremo fino a Torino per imboccare la A32 fino all’uscita Susa; Km 191. Susa-Exilles-Avigliana: SS 24 fino al forte poi indietro a Susa ove
entriamo nella A32 fino ad  Avigliana; Km 61. Avigliana-Sacra S. Michele-Avigliana: indicazioni; Km 26.
Avigliana-Torino: A32 fino all’uscita regina Margherita; Km 50. Torino-Aglié-Baldissero Canavese-Aglié:
A5 fino all’uscita S. Giorgio Canavese, poi indicazioni; Km 81. Km totali circa 440.

Anche il palato vuole la sua parte (ed anche questo è cultura). I prodotti della campagna e della
montagna la fanno da padrone, dandoci una vasta varietà di carni da allevamenti di alpeggio e formaggi
ormai famosi come il “castelmagno”, la “robiola di Roccaverano”, il”seirass del fen” una ricotta che matura avvolta nel fieno appena tagliato. Dalla terra ancora i risi ed il “cardo gobbo del monferrato”; per chi se lo può permettere la “trifola”, tartufo bianco. I vini non hanno bisogno di presentazione ma permetteteci di ricordare che il (la?) barbera, un tempo considerato bevanda da mense povere, oggi si trova facilmente in bottiglie in grado di accompagnare degnamente qualsiasi piatto. Indirizzi ghiotti: La mia Crota a Biella Via Maestra 68. I formaggi delle valli biellesi, caprini, maccagno d’alpeggio, toma biellese, i canestrelli di Crepacuore. Macelleria Giampiero Riassetto a Torino Via Morosini. Il vero bollito torinese vuole sette tagli diversi di carne da cuocere in tempi diversi. Qui potrete trovarlo già pronto, confezionato sotto vuoto, da scaldare in acqua bollente. All’apertura delle buste il profumo si spanderà per casa come se l’aveste preparato voi. Al Bicerin a Torino Piazza della Consolata 5 dalla bevanda a base di caffé, cioccolata e crema di latte, servita con un toast caldo al cioccolato, prende il nome questo locale ove gli arredi sono quelli della sua fondazione alla fine del 1700.

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